MITI E LEGGENDE DI NAPOLI: CHI È LA BELLA ‘MBRIANA

Avvolta dal mistero, la figura della Bella ‘Mbriana è da secoli fonte di ispirazione per poeti, letterati e cantanti. Ma da dove nasce questa leggenda?

Protagonista di tante leggende e persino di un celebre brano di Pino Daniele, la Bella ‘Mbriana è uno dei personaggi più noti della cultura esoterica partenopea. Scopriamo insieme da dove nasce il mito e qual è la sua storia. 

L’origine del termine Bella ‘Mbriana 

Il termine Bella ‘Mbriana discende probabilmente dalla derivazione dell’etimologia latina di meridiana. In realtà, esistono anche fonti alternative che rimandano l’origine del termine alla parola mariana, che indica l’ombra sotto cui potersi riparare. Entrambe le versioni sono valide, ma c’è anche un rimando ancora più antico che fa riferimento al significato etereo dell’essere. 

Ad ogni modo, per Bella ‘Mbriana si intende una sorta di spirito benefico che compare quando vi è il sole, solitamente nelle prime ore del pomeriggio, durante la cosiddetta controra. 

La leggenda della Bella ‘Mbriana 

Ma da dove nasce quindi la leggenda? Secondo il mito, una principessa napoletana, a causa di un amore infelice, perse la sua ragione e iniziò a girare per i vicoli come un ombra. La giovane era figlia di un re, il quale era solito farla seguire per proteggerla. Inoltre, regalava anche dei doni a quelle famiglie che accoglievano la giovane nella propria abitazione. Ecco perché l’arrivo della principessa nelle case era considerato di buon auspicio. 

In base a questa storia, infatti, la Bella ‘Mbriana è considerata la protettrice del focolare e di chi ci abita. Essa però non si manifesta facilmente, ma solo in determinate situazioni. In particolare, secondo la tradizione, si presenta ogni qualvolta emerge una situazione difficile in famiglia sotto forma di uno geco, che si nasconde tra le tende durante una giornata di sole. Non è un caso che molti napoletani considerano le lucertole in casa dei portafortuna. Alcune persone hanno raccontato anche di averla vista con sembianze umane. Sono tante infatti le testimonianze di coloro ai quali la Bella ‘Mbriana si è manifestata in veste di una giovane donna molto bella e aggraziata. Secondo un’altra leggenda, un tocco umano trasformerebbe l’entità in una farfalla. 

La figura della Bella ‘Mbriana solitamente viene contrapposta ad un altro personaggio importante della tradizione esoterica napoletana, ovvero la Janara. Si tratta di una strega dotata di poteri occulti, come ad esempio fatture e malocchi.

La Bella ‘Mbriana secondo la tradizione napoletana 

Il rapporto tra i napoletani e la Bella ‘Mbriana è fatto di una serie di regole da rispettare. Ad esempio, bisogna sempre lasciare libera una sedia nella propria abitazione, proprio per permettere alla Bella Mbriana di entrare in casa e sedersi ogniqualvolta lo necessita. 

Inoltre, non bisogna mai provocare la sua ira in alcun modo, altrimenti si rischia di incorrere nella morte di un proprio familiare. Un’altra regola riguarda la pulizia, che bisogna assolutamente garantire nella propria abitazione, in quanto alla Bella Mbriana piace molto l’ordine. Infine, è rigorosamente vietato parlare in casa di traslochi, proprio per non attirare la sua ira. In realtà, la tradizione vieterebbe anche una semplice ristrutturazione, con la quale si rischia la morte di un proprio caro. 

I modi per attirare la Bella ‘Mbriana variano da famiglia a famiglia. Tuttavia, c’è una regola da rispettare rigorosamente prima di invocarla. In caso di sfratto, infatti, si deve aspettare fino a quando in casa non ci sono la cucina e il tavolo, il quale deve essere apparecchiato con un posto in più. 

La bella ‘Mbriana nell’arte napoletana

Come già accennato all’inizio, la Bella ‘Mbriana ha ispirato anche una celebre canzone di Pino Daniele, intitolata proprio “Bella ‘Mbriana”, tratta dall’omonimo album uscito nel 1982, il quinto pubblicato dall’artista. Ma la leggendaria figura della tradizione partenopea è stata protagonista di tante altre opere artistiche. È stata ad esempio citata dal letterato napoletano dell’epoca barocca Giambattista Basile e dallo scrittore e medici Giuseppe Pitrè, nella sua opera Curiosità popolari tradizionali del 1890. Si sono interessati alla Bella ‘Mbriana anche Matilde Serao, Gaetano Amalfi e Carlo Tito Dalbono.

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