COSE DA PROVARE SOLO A NAPOLI: LIMONATA A COSCE APERTE

Facciamo un viaggio nella tradizione, alla scoperta degli acquaioli e delle tipiche bevande dei loro chiostri, come la famosa limonata a cosce aperte.

I napoletani sono un popolo con una grande inventiva. Tale creatività è possibile rinvenirla in ogni angolo della città. Basti pensare ad esempio ai tanti piccoli gazebo degli acquafrescai che si possono trovare lungo le strade dei quartieri partenopei. In napoletano sono noti con il nome di acquaioli, rappresentanti di una cultura antica, che affonda le sue radici in alcuni secoli fa, ma che ancora oggi esiste grazie al lavoro degli ultimi acquaioli rimasti. 

La tradizione degli acquaioli napoletani

I primi acquaioli iniziano a diffondersi agli inizi del ‘700 e all’epoca chi si dedicava a questo particolare mestiere erano soprattutto i giovani, i quali riuscivano a portare a casa alcune “piastre” (la moneta borbonica di poco valore) dissetando le persone con una bevanda fatta di limone e bicarbonato aromatizzato con l’acqua ferrata. I primi bibitari erano soliti girare per le strade e nei quartieri con delle anfore di creta, meglio noti ai napoletani con il nome di mummare, grazie alle quali l’acqua contenuta al loro interno restava fresca per molto tempo. 

La professione ha attraversato i secoli, arrivando ad essere una vera e propria tradizione della cultura partenopea. Non è un caso che gli acquaioli siano stati protagonisti di film e canzoni, come quella di James Senese, intitolata proprio “Acquaiò, l’acqua è fresca?”, a richiamo di un vecchio detto. Addirittura, il mestiere ispirò anche il celebre scultore e disegnatore napoletano Vincenzo Gemito, autore della scultura “L’acquaiolo”, attualmente conservata ad Arezzo nel al Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti di Caprese Michelangelo.

Ovviamente, nel corso degli anni, la tradizione ha subito numerosi cambiamenti e certamente non è così diffusa come qualche secolo fa. Tuttavia, ancora oggi resistono alcuni chioschi sparsi in giro per la città in cui poter gustare le bevande. È il caso di Carolina Guerra, acquafrescaia di uno dei chioschi più antichi della città, la cui nascita risale addirittura al 1836. Il chiosco di Carolina, chiamata da tutti ‘a zia, gestito insieme a suo fratello Antonio, si trova a piazza Trieste e Trento. Qui è possibile assaggiare prelibatezze frutto di un lavoro di intere generazioni, come ad esempio la famosa “limonata a cosce aperte”.  

La limonata a cosce aperte

La limonata a cosce aperte è senza dubbio un must della tradizione degli acquaioli napoletani. Si tratta di una bevanda realizzata combinando dell’acqua frizzante, bicarbonato e un limone spremuto. Perché questo nome? Perché il bicarbonato messo all’interno provoca una reazione chimica con il limone che fa fuoriuscire la parte superficiale della bevanda, costringendo chi la beve a fare qualche passo indietro e assumere una posizione con gambe aperte. 

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