COSA VEDERE A NAPOLI: 3 MUSEI DA NON PERDERE

Capitale della cultura, Napoli ospita tanti complessi museali conosciuti in tutto il mondo. Scopriamo insieme quali sono i 3 da non perdere assolutamente.

Nel capoluogo partenopeo la cultura la fa da padrona. In ogni angolo della città infatti è possibile toccare con mano la storia, grazie ai tanti edifici storici e musei. In questo articolo cercheremo di approfondire proprio quali sono i 3 principali musei da non perdere assolutamente durante il soggiorno in città

Città della Scienza di Napoli

Città della scienza è museo scientifico interattivo molto ampio che si trova nel quartiere di Bagnoli. Il polo nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura scientifica e promuovere al contempo il turismo culturale. Affonda le sue radici nel 1987 grazie all’organizzazione della prima edizione del festival Futuro Remoto ad opera dello scienziato Vittorio Silvestrini. Sarà poi l’accordo tra Ministero del Bilancio, Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli e Fondazione IDIS nel 1996 a permettere l’apertura Città della scienza. 

Durante gli anni, il centro è stato un polo culturale e scientifico che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. Il 4 marzo 2013, però, la struttura è stata oggetto di un ampio incendio doloso, che distrusse quattro dei sei capannoni della Città della Scienza. Rimasero in piedi solo il Centro Congressi, l’Incubatore e il Teatro Galilei 104. La struttura è stata riaperta il 7 novembre 2013 con la mostra Futuro Remoto 2013. 

La struttura ospita al suo interno diverse sezioni, ognuna delle quali è dedicata ad una determinata tematica scientifico-tecnologica. Tra queste va menzionata Corporea, un’area interattiva dedicata al corpo umano. Molto celebre è invece il Planetario 3D, il più grande e avanzato d’Italia.  

Museo Archeologico Nazionale 

Situato dinanzi alla galleria Principe di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale è considerato uno dei musei archeologici più importanti al mondo. Esso è composto da una collezione Farnese, da una collezione egizia (terza in Italia per importanza) e una collezione pompeiana, fatta di tutti reperti provenienti da Pompei e Ercolano. 

Le collezioni conservate al suo interno si devono alla particolare politica culturale del re Carlo di Borbone, il quale, durante il suo trono, fece esplorare le città vesuviane colpite dall’eruzione del 79 d.C.. Inoltre, fece costruire anche un Museo Farnesiano, facendo spostare una collezione della madre Elisabetta Farnese dalle città di Parma e Roma nella città partenopea. Le due collezioni vennero poi riunite dal figlio di Carlo, Ferdinando IV, il quale le spostò in un edificio del ‘500, che ancora oggi ospita le collezioni. 

Sempre sotto il regno di Ferdinando la struttura fu oggetto di ristrutturazioni da parte degli architetti Ferdinando Fuga e Pompeo Schiantarelli. Dopo un ulteriore ampliamento, nel 1816 l’edificio assunse il nome di Real Museo Borbonico. Poco prima dell’Unità d’Italia, le collezioni si arricchirono di altri reperti trovati in alcuni siti del Sud. 

Museo nazionale di Capodimonte 

Il Museo nazionale di Capodimonte si trova all’interno dell’omonimo bosco ed è una delle strutture museali più famosi del paese. La costruzione dell’edificio risale al 1737, quando Napoli era sotto il regno di Carlo di Borbone, ma l’inaugurazione del Museo si avrà solo nel 1957. Tuttavia, alcune sale della reggia già ospitavano opere d’arte dal ‘700. 

All’interno del maestoso museo sono presenti numerose opere di importanti artisti, come ad esempio Caravaggio, Jusepe de Ribera, Correggio, Mattia Preti e Masaccio. Le pitture conservate si suddividono in due collezioni, ovvero quella Farnese e quella della Galleria Napoletana. Quest’ultima ospita una serie di opere provenienti dalle chiese della città. Da menzionare anche la collezione di arte contemporanea che si trova all’interno del museo, di cui fa parte anche l’opera di Andy Warhol intitolata Vesuvius. Oltre all’insieme di opere, il museo offre anche una ricca varietà di arredi storici, tra cui il Salottino di porcellana di Maria Amalia di Sassonia. 

Le meraviglie custodite al suo interno, unite all’atmosfera unica e suggestiva del bosco di capodimonte, fanno di questo museo un vero e proprio gioiello della cultura partenopea ed italiana. Non è un caso che sia uno dei più visitati del nostro paese, con una media di oltre duecentomila persone che ogni anno ammirano le sue bellezze. 

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