VIA MEZZOCANNONE, QUANDO IL MARE TOCCAVA LA ZONA UNIVERSITARIA

Via Mezzocannone è una delle vie più centrali della città, frequentata ogni giorno da centinaia di studenti. Scopriamo insieme da dove deriva il nome e qual è la storia di Mezzocannone.

Sicuramente tra le strade più frequentate della città, Via Mezzocannone ospita la storica università Federico II, la più antica d’Europa. Si trova tra Piazza San Domenico Maggiore e Piazzetta Nilo. Il suo nome è legato ad una storia molto curiosa. Scopriamo insieme qual è la storia di Via Mezzocannone. 

Storia di Via Mezzocannone 

In origine questa strada prendeva il nome di via Fontanula, data la presenza in via Sedile di Porto di una piccola fontana. Durante il XV sec. il re Alfonso II d’Aragona voleva far costruire una fontana gigantesca, come simbolo del suo governo. Sebbene i lavori di costruzione vennero portati a termine, la fontana era caratterizzata da un piccolo difetto: rimase fuori un mezzo tubo, in napoletano una cannola o un cannone, dal quale usciva acqua. Proprio a causa di questo piccolo difetto, i napoletani soprannominarono il proprio sovrano “o re ‘e mezzocannone“, un’espressione utilizzata anche per indicare una persona bassa e in carne che si dà troppe arie. 

Ma che fine ha fatto la fontana oggi? L’opera oggi non è più visibile, in quanto i lavori apportati alla strada nel corso dei secoli ne hanno determinato la scomparsa. Resta il fatto, però, che proprio grazie ad essa e al suo difetto, i napoletani iniziarono a chiamare questa strada Via Mezzocannone. 

Napoli è nata a Mezzocannone? 

Molto tempo fa, la strada che porta dal Corso Umberto a Piazza San Domenico Maggiore era un colle, chiamato “Caput monteronis”. Secondo la leggenda è proprio qui che ci furono i primi insediamenti di Neapolis, che comprendevano un’area estesa fino all’attuale Largo San Marcellino. In realtà, la zona restò una collina almeno fino al Medioevo.

In epoca angioina, la strada fu notevolmente rivalutata, data la costruzione di palazzi nobiliari con giardini e fontane. Tra questi, il più noto era senza dubbio il Palazzo di Fabrizio Colonna, che ancora oggi campeggia sulle Rampe della Chiesa di San Giovanni Maggiore. 

Nei secoli successivi nella strada iniziarono a comparire numerose botteghe di tintori e proprio a causa delle loro miscele che colavano lungo la via, Mezzocannone divenne impraticabile, al punto che il poeta napoletano Salvatore Di Giacomo la definì “un lurido intestino napoletano“.

Dopo il Risanamento, la strada venne notevolmente ampliata e vennero costruiti alcuni edifici universitari e abitazioni, all’interno delle quali si possono ancora trovare delle tracce del passato. Ad esempio, in un edificio campeggia ancora il simbolo dell’Antico Sedile di Porto, il Bassorilievo di Orione, mentre invece nella sede della Facoltà di Scienze Naturali della Federico II si trova il portale del Palazzo Colonna. 
Tra le strutture che erano presenti anche dopo il Risanamento, bisogna menzionare anche i Conventi del Gesù Vecchio e Donnaromita, i quali vennero abbattuti al fine di allargare la via. Stessa sorte toccò anche al Palazzo di Sangro di Casalenda, mentre invece rimase in piede la Chiesa di San Girolamo delle Monache, che però venne distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. 

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