Fondato più di due secoli fa, il teatro San Carlo è uno dei tanti simboli del capoluogo partenopeo. Scopriamo insieme qual è la sua storia.
Storia del teatro San Carlo
Fu Carlo di Borbone ad ordinare la costruzione del teatro nel XVIII secolo. I lavori vennero affidati a Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale. La struttura venne inaugurata il giorno dell’onomastico del re, 4 novembre 1737. La prima opera ad andare in scena fu l’Achille in Sciro di Domenico Sarro. I primi anni di attività del teatro saranno caratterizzati dalla presenza di grandi esponenti della scuola napoletana, come ad esempio Giovanni Paisiello, Carlo Boschi, Leonardo Leo, Gaetano Latilla e Johann Adolf Hasse.
Verso la metà del secolo, però, iniziò ad attrarre anche artisti di fama internazionale. È il caso di Christoph Willibald Gluck, che portò in scena, nel 1752, la prima assoluta di Clemenza di Tito. Seguirono poi nel 1761 e 1762 il Catone in Utica e l’Alessandro nell’Indie entrambe di Johann Christian Bach. Nel 1770 venne ospitato anche un giovane Mozart, che assistente alla prima de L’Armida abbandonata di Niccolò Jommelli. Alla fine del secolo, sarà invece il compositore napoletano Domenico Cimarosa a dominare la scena.
L’attuale aspetto del teatro si deve ai lavori di ristrutturazione avviati nell’800 sotto la gestione del teatro di Domenico Barbaja. Da menzionare soprattutto l’opera della grande tela sul soffitto di 500 quadrati dj Antonio, Giovanni e Giuseppe Cammarano. L’inaugurazione della nuova struttura si ebbe il 12 gennaio del 1817 con la messa in scena de Il sogno di Partenope di Giovanni Simone Mayr.
Ma il periodo d’oro del teatro ebbe luogo tra il 1815 e il 1822, anni in cui era direttore Gioachino Rossini. In questo periodo si assiste alla messa in scena di grandi opera, come Elisabetta, regina d’Inghilterra con Isabella Colbran, la prima assoluta di Armida, Mosè in Egitto, Ricciardo e l’Ermione nel 1819. Di lì a pochi anni il teatro ospiterà anche Giuseppe Verdi, che ne diventerà il direttore. Oltre ai già citati Gioachino Rossini, Gateano Donizetti e Giuseppe Verdi, sono da ricordare anche altri importanti personalità che hanno diretto il San Carlo, tra cui Arturo Toscanini, Igor’ Fëdorovič Stravinskij, Claudio Abbado e Riccardo Muti.
Gli artisti del XX secolo
Il teatro San Carlo ha continuato ad ospitare grandi nomi per tutto il XX secolo. Tra questi vanno menzionati Enrico Caruso, il quale si esibì per l’ultima volta proprio al San Carlo, Maria Callas e Montserrat Caballé. Più recenti sono invece le esibizioni dei grandi artisti Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Josè Carreras.
La struttura del teatro
Il teatro è composto da cinque ordini di palchi, per un totale di posti pari a 1386. Particolare è anche il sistema acustico della struttura che, grazie al sollevamento del soffitto e alle decorazioni interne, fornisce un suono perfetto.
Molto particolari sono anche gli specchi inclinati che si trovano nella parte laterale dei palchi, i quali servono a riflettere il palco reale. Su quest’ultimo campeggia lo stemma sabaudo dei Savoia, che andò a sostituire, dopo l’unità d’Italia, il simbolo del Regno delle Due Sicilie, che però è possibile osservare ancora oggi sotto l’arco del proscenio. Per quanto riguarda i colori, dominano le tonalità del rosso fuoco e dell’oro.
I primati del Teatro San Carlo
Il San Carlo è conosciuto in tutto il mondo per i suoi tanti primati. Il più noto è quello relativo alla sua longevità: essendo stato costruito 41 anni prima della Scala di Milano e 55 anni prima della Fenice di Venezia, il San Carlo è il teatro più antico al mondo tra quelli attivi. È stato altresì il primo teatro italiano ad istituire una scuola di danza.
Inoltre, grazie ai suoi 1386 posti, risulta essere anche uno dei più capienti d’Italia. Pochi anni fa, Best5.it lo ha anche inserito tra i teatri più belli al mondo, classificandosi prima del Bolscioi, dell’Opéra Garnier e della Scala di Milano.