La Pasqua è una delle festività più sentite nel capoluogo partenopeo. Millenni di tradizioni tramandate da generazione in generazione hanno reso la settimana santa un appuntamento ricco di riti per i napoletani. Dal giovedì santo fino al lunedì in albis, il calendario pasquale è scandito da molte usanze consolidatesi nel corso del tempo. Scopriamo insieme quali sono le principali.
Giovedì Santo
Il Giovedì Santo solitamente si visitano le numerose chiese che ci sono nella città partenopea, e in particolare il Sepolcro del Gesù Nuovo. Ma il giovedì santo è anche il giorno della famosa zuppa di cozze, un piatto tipico della tradizione legato al sovrano borbone Ferdinando I. Il re napoletano, noto per essere molto goloso, un giorno venne rimproverato dal frate domenicanl Gregorio Maria Rocco per i suoi eccessi a tavola, a cui il sovrano non rinunciava nemmeno durante la settimana santa. A questo punto, Ferdinando decise di farsi preparare una zuppa più semplice, fatta di pomodoro e salsa forte di peperoni. Una ricetta meno ricercata, ma che risultò buonissima. In poco tempo, la pietanza si diffuse in tutto il regno, sia tra la nobiltà che tra il popolo, diventando un piatto tradizionale che ancora oggi si può trovare sulle tavole di ogni famiglia il giovedì santo.
Tradizione culinaria partenopea: tortano o casatiello?
Il tortano e il casatiello vengono spesso confusi tra loro, ma in realtà esistono alcune differenze tra queste due pietanze. Il casatiello, termine che deriva da “caso”, cioè formaggio, venne menzionato per la prima volta nel vocabolario napolitano-Italiano del 1873 di Raffaele d’Ambra, all’interno del quale si parla di un pane condito con sugna e pepe, con uova intere ricoperte da fettucce sistemate a croce.
Gli stessi ingredienti che servono per il casatiello vengono utilizzati anche per la realizzazione del Tortano. C’è solo un fattore che rende le due prelibatezze distinte, ovvero le uova. Mentre nel tortano infatti si devono mettere le uova sode, nel casatiello vengono inserite uova crude. In entrambi i casi però il risultato è straordinario.
Venerdì Santo
Il Venerdì Santo è caratterizzato dalla Via Crucis, che rappresenta le ultime ore di vita di Gesù. Sebbene la religione preveda un assoluto digiuno, in genere in questa giornata si tende a mangiare di meno, solitamente un piatto a base di pesce.
Inoltre, il venerdì santo è anche il giorno dedicato alla preparazione della Pastiera.
Sabato Santo
Il Sabato Santo è il giorno dedicato alla benedizione dell’acqua e del fuoco. Tuttavia, è anche il giorno in cui, per tradizione, dopo una lunga preparazione, si mangia il Casatiello.
La Domenica di Pasqua
Dopo la messa della domenica di Pasqua, è il momento di gustare le prelibatezze preparate nei giorni scorsi. Si parte con l’antipasto fatto dei salumi tipici napoletani, la cosiddetta fellata, per poi proseguire con minestra maritata di carne e verdure. Secondo il menù della tradizione si procede con dei tagliolini al sugo e, per secondo, con un piatto a base di agnello o capretto.
Solitamente, il pranzo pasquale finisce con la degustazione della famosa Pastiera.
Lunedì In Albis
La Pasqua di chiude con il lunedì in albis, noto più semplicemente come Pasquetta. a Napoli la tradizione vuole che questo giorno venga celebrato stando insieme ad amici e parenti con le classiche scampagnate. D’altronde, essere a Napoli o, in generale, in Campania in questo giorno è una vera fortuna, in quanto sono tanti i posti dove effettuare attività all’aperto con le persone più care. per chi desidera non allontanarsi troppo dalla città, la meta più classica è sicuramente il bosco di Capodimonte, 1,24 km² di verde dove poter godere dell’aria pulita. In realtà, il bosco non è l’unico posto verde della città. Famosi infatti sono anche il parco Virgiliano e la Villa Floridiana.
In alternativa, per le gite fuori porta solitamente vengono scelte mete come Pompei, in genere aperta al pubblico in questi giorni, o anche le isole e la Costiera Amalfitana.